Delusione, amarezza, ricerca

18 agosto 2018

Oggi 18 agosto 2018, riprendo, con una stretta al cuore, una conversazione, avuta con un M° di Karate nel 2009, all’aeroporto di Milano, in attesa di partire per il Summer Camp ITKF di S.DIEGO (USA).

L’avevo archiviata come una discussione accademica, ma nella situazione attuale mi ha chiarito molte cose, contrariamente a quello che io pensavo e che credevo pensasse anche Lui.

Il Maestro esordì affermando che: “il Karate Tradizionale lo fa la WKF perché prevede tutti gli stili”. Continuò: “L’ITKF fa il Karate ITKF perché è uno studio sul karate shotokan con influenza di alcuni stili: Shitoryu e Gojuryu. Per la WKF si può parlare di Kumite sportivo e Kata sportivo”.

Io: E cosa fa la ITKF?
Maestro: Kumite ITKF, Kata ITKF.
Io: A cosa serve?
Maestro: Studio e ricerca di una efficacia maggiore, vicino all’idea del Budo.
Io: La WKF non fa questo?
Maestro: Si! Se si considera il fatto che la Federazione Giapponese e la J.K.A. hanno da sempre seguito questa linea.
Io: È corretto mantenere la distinzione tra Karate sportivo e Karate tradizionale per le due organizzazioni?
Maestro: Non è corretto da un punto di vista teorico, perchè entrambe dichiarano di fare Karate tradizionale
Io: Dove sta allora la differenza?
Maestro: Nella espressione del Kimè, che si evidenzia in una dinamica diversa per le due organizzazioni.
Io: Possono convivere?
Maestro: Proporrebbero l’espressione diversa di una stessa cosa.
Io: Sono confuso! Cosa si potrebbe fare?
Maestro: Agire in modo che tutti possano fare ciò che considerano meglio per se stessi e per gli altri.
Io: La cosa migliore sarebbe quella di mantenere lo stato di fatto?
Maestro: Potrebbe esserci una terza via dove vengano mantenute le cose migliori di entrambe le organizzazioni, ma ciò è solo utopia.

Domade che possono legittimamente nascere a seguito della conversazione:

  • Cosa significa kime?
  • Budo vuol dire efficacia?
  • Cosa significa efficacia?
  • Perchè siamo stati sostenitori per decenni di una interpretazione tradizionale del karate?
  • A chi è servito?
  • È stata solo una posizione politica, economica o altro?
  • C’è stato qualcuno che ha dato un significato vero al termine efficacia?
  • Cosa significa Controllo? Può coesistere con l’efficacia?
  • Ha un significato l’agonismo come elemento formativo della personalità o fa sorridere in modo compiacente i sostenitori della vittoria nelle competizioni?
  • Cosa significa fare Karate per tutta la Vita?
  • Quello che abbiamo fatto può servirci per ripartire senza che ciò sia considerata solo utopia?

La risposta a queste domande si trova in un mondo ancora inesplorato, ma che può salvare la dignità dei praticanti: il Karate.

Bernardo (Dino) Contarelli